Ovvero: "esci il futuro che è in te"!
Se vedete svanito e superato il progetto che ha portato alla nascita della vostra organizzazione. Se percepite del potenziale ancora inespresso. Se vi sembra che le idee non siano poi così chiare. Se non vi divertite più e non provate più piacere quando dedicate il vostro tempo al lavoro. Se il passaggio generazione è un mal di pancia. Se avete voglia di tornare a sognare come si deve [e cioè in grande]. Allora il processo di envisioning  potrebbe fare al caso vostro. Anzi, lo fa senz'altro.


Di cosa si tratta?
Non è [solo] un intervento formativo. Non è neanche un semplice workshop. Il processo di envisioning è un percorso che guarda al futuro con estrema efficacia e lo fa coinvolgendo [con modalità differenti] tutta la popolazione aziendale. Va dritto al punto, affrontando a viso aperto il nocciolo della questione. Gli obiettivi [ambiziosi] di questo speciale processo sono i seguenti: 
  • capire il proprio passato e rimuovere gli eventuali freni inibitori, eliminando blocchi e paradigmi
  • concepire il meta-obiettivo aziendale, il progetto d'impresa, la visione
  • definirlo e condividerlo, a garanzia di un allineamento robusto
  • sfruttare questa occasione per differenziarsi dalla concorrenza, per distinguersi
Di fatto si tratta di trovare la risposta a tre domande basilari:
  • cosa | Cosa vuole diventare l'organizzazione nei prossimi anni?
  • perché | Perché esiste? Qual è la sua ragion d’essere? Qual è la sua missione?
  • come | Come intende raggiungere i risultati auspicati? Attraverso quali comportamenti diffusi? Ispirati da quali valori?
Se non vi è chiaro e/o volete approfondire l'argomento, leggete "F.I.N.E. Realizza la tua visione".


Come funziona?
Concretamente, il percorso è caratterizzato da tre macro-fasi:
  • audit | Capire "come si fanno le cose da noi", dando una spiegazione a tutte quelle dinamiche diffuse. Gli strumenti sono molteplici [quantitativi e qualitativi] e diversificati in funzione dei diversi attori coinvolti. L'output è un report ricco di spunti succulenti. Un autoscatto, con cui definire puntualmente il "punto nave", indispensabile tanto quanto la destinazione per tracciare qualsiasi rotta futura. Spesso questa fase viene preceduta da un "warm-up", ovvero da un incontro nel corso del quale, in aula, comprendere meglio la logica del progetto e assimilare l'abc sul quale si fonda [magari con elementi di intangiware o di tryb]. Nel complesso, la fase di "audit" lavora sull'autoconsapevolezza: ci si dice come stanno le cose veramente, una volta per tutte, alla ricerca di paradigmi parassiti. Sarà un passaggio fondamentale per abbozzare una prima versione di intento collettivo.
  • envisioning | L'atto creativo vero e proprio, per condividere un sogno sognabile. Cosa vogliamo diventare nel futuro? Qual è il nostro "progetto di senso"? Come vogliamo muoverci nel mondo? Il "parto" che potrà fare la differenza, garantendo distintività e coerenza. Mai sentito parlare di autenticità? Ecco, tanta roba...
  • condivisione | Dopo i necessari "urti" tra le diverse bozze e la realtà, tra l'ipotesi precedente e quanto accaduto nel frattempo, la combinazione finale di visione, missione, valori e la loro declinazione in comportamenti sarà pronta per essere condivisa per bene [e, perché no, per essere ulteriormente migliorata] da tutta la popolazione aziendale.




Molte le variabili in gioco. Anzitutto gli attori [interni ed esterni] da coinvolgere: chi, come, dove, quanto e quando? Ma anche i tempi di decantazione. Di fatto la progettazione del percorso diventa a sua volta una specie di piccolo envisioning. In un crescendo, alla fine sì andrà di cesello, da un lato, e si diventerà sempre più determinati e convinti, dall'altro. Finché i valori individuati non verranno tradotti in comportamenti specifici: il link indispensabile tra visione, strategia e day-by-day.




















Dubbi
ok, ma noi siamo troppo piccoli…
Alibi. E' solo la paura di affrontare il toro per le corna. Il processo di envisioning è stato vissuto con successo in realtà con oltre 1000 collaboratori, è vero, ma anche in contesti di sole 10 persone [con i dovuti accorgimenti]. E ha funzionato, anche se adesso quelle realtà non sono più così piccole...
la solita consulenza… 
L’approccio è maieutico al 100%. Il futuro è già in voi, non resta che "uscirlo"! Si tratta di facilitazione: al bando la consulenza "old style" [saccente e presuntuosa]. Tutto un altro mondo, tutta un’altra esperienza.
ma che fatica…
E’ chiaro, non sarà facile. Non potrebbe esserlo: se lo fosse sarebbe una bufala. Ci vorrà impegno e sarà necessario disporre di tanta energia emotiva, ma gli effetti saranno impagabili. E la fatica diventerà una "fatica buona", cioè verrà dotata di senso.


E poi?
E poi non sarà più come prima.
      • Sarà nata una stella. Una stella in grado di orientare tutte le decisioni future. La visione che illuminerà il cammino, un riferimento assoluto. Tutto sarà più chiaro e la coerenza sarà garantita.
      • Le persone potranno scegliere consapevolmente se sposare questo sogno oppure no. La base della motivazione, mica la solita manfrina!
      • Gli sforzi di tutti i giorni avranno tutto un altro sapore. Ogni comportamento sarà permeato di senso. Così come lo scorrere del tempo.
      • Se l’azienda è ben strutturata, il sogno andrà declinato in un piano strategico da integrare con il sistema di pianificazione e controllo [per quanto semplificato].
      • Avendo codificato un "perché", l'efficacia comunicativa ne beneficerà enormemente. Non potete neanche immaginare quanto.
      • Una volta definito, andrà raggiunto, gestito e mantenuto il monopolio temporaneo in grado di fare la differenza. Imparando a uscire dalla concorrenza e tornando a divertirsi…