Un albero. Uno stratagemma.

Con next è nata una stella. Il riferimento assoluto [finalmente] c'è. Ora non bisogna fare la fine degli struzzi, nascondendo la testa sotto la sabbia [anche se, si sa, in realtà gli struzzi non lo fanno]. Ora bisogna operare come Pollicino, con un percorso a ritroso dal futuro. Certo, occorre prima raggiungere il futuro e, nell'immaginarselo, bisogna
 lasciare a terra i sassolini [e non le molliche di pane] per poter poi ricostruire il tragitto e tornare indietro, fino all'oggi.

treeck è l'anello di congiunzione tra un processo assolutamente creativo [quello di next] ed un processo dannatamente analitico e strutturato [quello della pianificazione e del controllo]. Per questo, servono altri strumenti. A tratti il lavoro si farà duro, talvolta fastidioso [come togliere i chiodi storti da un asse]. Ma si tratta di uno sforzo che verrà ripagato generosamente. Si tratta, in fin dei conti, di creare un filo rosso tra la visione ed il piano d’azione annuale. Ne uscirà un piano globale condiviso, attraverso il quale monitorare costantemente l'avanzamento verso la realizzazione della propria visione. Per far succedere le cose.




Come funziona

Si parte, come detto, dalla visione: va in qualche modo "materializzata", resa concreta, tangibile, misurabile. Da questa versione "materializzata" si procede a ritroso fino all’oggi. Alternando momenti di condivisione ad attività individuali e di sottogruppo, si ricostruisce un "albero" a più livelli. Un albero che deve resistere alle intemperie di un contesto tempestoso, ideato sul sottile confine che separa il presagire [gli scenari plausibili] dal prevedere [gli scenari probabili]. Per finire, andrà ingaggiato un giardiniere...